
E che proprio per uno «spigolo» con il Capitano ha incrinato definitivamente il suo rapporto con Roma: una storia brutta dove il tecnico toscano ha dato il peggio di se. Ma è il passato e questo 2017 giallorosso ha portato anche tante cose buone: ha visto il ritorno della Roma nell’Europa che conta, cartina tornasole di un progetto fin troppo vituperato dai soliti sfascisti e da prefiche di vario tipo. Ha visto il «ritorno» di Di Francesco stavolta sulla panchina romanista: scommessa fin qui sicuramente vinta. Così come, nonostante i soliti vecchi ubriaconi e tutta la compagnia cantante, politica contro e tutto il resto, è arrivato l’atteso «si» al nuovo stadio della Roma: che se tutto va nel verso giusto dovrebbe diventare realtà nel 2021. È forse questa la notizia migliore del 2017 romanista perché con il nuovo impianto si aprono scenari impensabili finora che potranno consentire il salto di qualità di un club che nell’ultimo lustro è stato rifondato da capo a piedi. Una rivoluzione che, almeno sulla carta, non potrà che portare buone cose ai tifosi giallorossi che non vedono un trofeo ormai da dieci anni.










