
È stata una partita ostica e agnostica, come un tempo avrebbe detto la Gialappa’s. La Roma che doveva vincere senza rischiare di perdere e il Porto fedele allo spartito lusitano, con un buon controllo palla ma senza particolare pericolosità offensiva. L’appuntamento, adesso, è per il 6 marzo, all’Estadio do Dragao, per il ritorno. Partita aperta, ma che la Roma affronterà con un vantaggio: il 2-1 è il peggiore dei migliori risultati. Servirà ancora più attenzione, perché dopo aver preso il gol la Roma ieri sera ha rischiato di andare in tilt, ma il Porto è sembrato ampiamente alla portata dei giallorossi. (…)
Di Francesco si è fidato del suo amato 4-3-3, che in fase difensiva diventava 4-1-4-1, e ha avuto ragione nel puntare sempre su Zaniolo, anche mettendolo in un ruolo non suo da esterno destro offensivo. Il ragazzo ha sofferto un po’ nel primo tempo, per trovare la posizione, ma è esploso nella ripresa con l’uno-due che sembrava aver mandato k.o. il Porto. In tutti e due i gol c’è stato lo zampino di Dzeko, che prima ha controllato alla grande in area un pallone e lo ha servito al numero 22 (quello di Kakà!); poi il bosniaco ha provato a mettersi in proprio e in contropiede ha centrato il palo (come aveva già fatto nel primo tempo) con un tiro da fuori area. Sul rimpallo si è lanciato Zaniolo e non ha fallito il tap-in. Ma le favole, nel calcio, non hanno quasi mai un lieto fine. Così è arrivato il gol di Adrian Lopez, entrato da poco dalla panchina, che ha riaperto il discorso qualificazione. (…)










