
Ma non sono solo sorrisi per Sabatini: il suo vecchio pupillo Kolarov è il vero affare fatto da Monchi in estate, un inamovibile per Di Francesco. Che Spalletti sogni di allenare a Milano qualche suo ex giocatore non è un mistero, fa la corte a Palmieri su cui però ci sono Chelsea e Juventus, ha provato ad inserirsi nella trattativa per il rinnovo di Nainggolan a luglio, sfruttando il malumore del centrocampista per l’attesa troppo lunga: «Radja ce l’ho sempre in testa, lo prenderemmo subito, ma la Roma lo proteggerà», aveva ammesso Sabatini. Ora quella protezione è crollata, il Ninja è uno dei big sacrificabili. L’agente di Manolas aveva parlato dei nerazzurri come una possibilità e lo stesso raccontava il procuratore di Peres, che all’andata è stato tra quelli saliti in tribuna a salutare l’ex diesse. In comune Monchi e Sabatini hanno anche la passione per Jovetic, ma alla fine sono più le differenze. Basti pensare che lo spagnolo non fuma (ricorderete i pacchetti di Marlboro di Walter), fa una vita da atleta allenandosi spesso in palestra e si comporta come un membro dello staff tecnico, vive lo spogliatoio emangia con i giocatori,mentre Sabatini preferiva convocare il tecnico di turno nel suo ufficio per fare il punto. I due opposti si ritroveranno domenica a Milano, nella città del mercato, ma la partita stavolta si gioca sul campo e vale punti pesanti come milioni.










