
L’ha vinta per ripagare la fiducia del club che, nonostante l’infortunio, gli aveva rinnovato il contratto fino ad aprile proprio per consentirgli di vestire ancora il manto sagrado prima di decidere cosa fare da grande e, magari, di continuare la sua carriera nel Fla da dirigente. Martedì il ritorno in campo dopo la rottura del tendine d’Achille. Una sfida vinta a 40 anni.
Che emozioni si provano? «È stata quasi una nuova prima volta, perché si è trattato di un infortunio gravissimo. Ho dovuto fare tutta la preparazione da solo, lavorando tantissimo per rimettermi in sesto. È stato un giorno molto emozionante che rimarrà per sempre scolpito nella mia memoria. Lo ricorderò come uno dei momenti più belli».
A proposito di ritorni, alla Roma c’è nuovamente Claudio Ranieri. In un anno e mezzo con lui, lei ha ritrovato la titolarità. Che ricordi ha dell’allenatore romano? «Quando è arrivato mi ricordo che non stavo passando un buon periodo. Ero reduce da diversi infortuni, ma grazie a lui ho trovato la continuità e ho vissuto veramente un bel periodo».
Nella stagione 2009/10 c’è stata la grande rimonta, con lo scudetto sfumato per un soffio. Qual era il segreto di Ranieri? «Eravamo una squadra molto compatta e credo che questa sia stata la nostra arma in più, ma non l’unica».










