
SCATTI E IMPATTI – Deve imparare a difendere, rincorrere il terzino, raddoppiare sull’attaccante e questo ancora non lo fa benissimo o non lo fa con continuità. Se la Roma dovesse giocare ancora con il 4-4-2, l’olandese sarebbe un titolare per Ranieri. E per lui è una condizione mai vissuta prima qui a Roma. Il suo nemico più acerrimo non sarà un altro esterno, o forse solo Under è in condizioni di mettersi in concorrenza nel ruolo di ala destra, ma l’eventuale cambio di modulo, quindi il passaggio al 4-4-2 a rombo, che prevede l’uso di un trequartista. In questo caso, verrebbero limitati gli esterni. Quelli riciclabili nel ruolo di seconda punta sono El Shaarawy, Under o Perotti, quest’ultimo più trequartista, mentre l’olandese sarebbe meno adatto degli altri. Il rombo rivaluterebbe i trequartisti in rosa, che hanno un po’ condannato Di Francesco. E parliamo di Zaniolo, di Schick, perfino di Pastore, che dopo il derby è sparito di nuovo.
La vecchia Roma di Ranieri giocava spesso con il rombo, mentre il Leicester ha quasi sempre fatto il 4-4-2 (o 4-4-1-1) classico, con sulle fasce Mahrez e Albrighton o Schlupp, che avevano tecnica e velocità, come Kluivert. A Roma, Claudio può scegliere di volta in volta, a seconda delle partite e delle situazioni. Ranieri ama avere davanti una punta capace di fare le sponde (Dzeko) e uno che gli giochi dietro, un trequartista (Zaniolo, Schick, Perotti) o una seconda punta (Schick, El Shaarawy, Under, Perotti). Kluivert, nonostante i difetti ancora da limare, è perfetto per il 4-4-2, nel rombo dove lo metti? Trequartista, no; centravanti, nemmeno; seconda punta, forse, ma nemmeno troppo. Il modulo nemico, appunto.









