
IL PENSIERO Il grande protagonista biancoverde è stato Alan Ruschel: spazia nel trio d’attacco, impegna Lobont con un diagonale sul primo palo e trasforma dal dischetto il gol della sua rinascita. Dopo il gol viene abbracciato dai compagni e indica il cielo in ricordo delle 71 vittime morte nell’incidente aereo di circa un anno fa, quando la Chapecoense era diretta a Medellin per disputare la finale della Coppa Sudamericana contro l’Atletico Nacional. «Questo gol non mi abbandonerà mai e ci aiuterà ad uscire dalla crisi che viviamo nel campionato brasiliano. È molto significativo per la mia storia, per tutto ciò che ci è successo e per il mio ritorno in campo», ha detto a fine gara Ruschel, entrato e sostituito fra gli applausi del pubblico romano. L’amichevole con la Roma, nata da un’idea di Aldair e celebrata da Totti, chiude idealmente il ciclo di iniziative benefiche iniziate con il Barcellona e proseguite con il Lione. Aldair, però, a fine gara, pur contento per l’evento, ha ammesso che si sarebbe atteso qualche presenza dei 10.000 sugli spalti: «Conoscendo la nostra tifoseria, sarai stato soddisfatto da 20.000 persone in su. Sì, sono deluso, ma c’è da capire anche il contesto della data. Magari tanta gente è ancora in vacanza e questo è l’ultimo week end». L’ex difensore giallorosso è stato omaggiato dalla Chapeconese con la maglia numero sei. Vestita di biancoverde anche la sindaca Virginia Raggi, seduta in tribuna al fianco di Totti. Una punta di amarezza per l’ex giallorosso Artur, oggi fra i pali della Chapecoense: «È strano da dire, ma fa un po’ male vedere che in Brasile non sono rispettato quanto dovrei, quando invece all’estero, come a Roma, la gente mi accoglie con grande calore».










