
Domani non ci sarà spazio per i sentimenti.
«No. Cercheremo di vincere».
La salvezza sembra ormai cosa fatta? “Ma finché non c’è la matematica… Comunque i punti ci sono, siamo abbastanza tranquilli. Il nostro obiettivo è arrivare nella parte sinistra della classifica”.
Dzeko è il pericolo numero uno? “È fortissimo, ma sarebbe riduttivo focalizzarsi solo su di lui. Potrei citare almeno 20 giocatori: la Roma è compatta in ogni reparto. Dietro Manolas e Fazio, a centrocampo Nainggolan è un leader, in attacco c’è l’imbarazzo della scelta: attenzione anche a Ünder e Perotti, senza dimenticare El Shaarawy“.
Con il Barcellona sarà missione impossibile? “Sorteggio spietato. Tutti conoscono i blaugrana, probabilmente parliamo della squadra più forte del mondo, ma le partite non sono mai scontate e la Roma non parte battuta. Pareggiare in Spagna sarebbe un grande risultato per poi giocarsela all’Olimpico”.
Lei conosce molto bene Valverde. “Abbiamo condiviso tanti anni all’Olympiakos. Un grande allenatore, preparatissimo. Il Barça è stellare, ma di certo Ernesto è un valore aggiunto che merita di sedersi su una panchina tanto importante”.
Cosa manca alla Roma per essere al livello della Juve? “Lo stadio, zero dubbi. Nel calcio di oggi è fondamentale, impossibile essere competitivi senza un impianto di proprietà. Giusto che Pallotta, col quale ho sempre avuto un ottimo rapporto, stia spingendo in questa direzione”.










