
Presenza in campo concreta, insomma. E discreta personalità. Un bel quadretto, niente da dire, se non fosse per la scarsa forza d’urto. Dopo meno di mezzora, però, lo stop: Milan in vantaggio con il solito gol di Piatek, quello che per Monchi costava 70 milioni e che invece è finito a Milano per 35. Piatek sarà pure bravo, ma se viene marcato da un centrale che ha attaccato gli scarpini al chiodo da almeno un anno tutto gli riesce più facile. Giusto? Eppure, nella recente sessione di mercato la Roma ha ritenuto opportuno non comprare nessuno per la difesa.
LA FORZA DI REAGIRE – Beccato il gol, la Roma perde ma recupera in fretta le certezze che aveva accumulato nella prima mezzora scarsa di partita. Il gioco, però, comincia a svilupparsi attraverso colpi singoli e non più collettivi, ma con buona intensità. E quando l’azione si fa realmente pericolosa, ecco la manona di Donnarumma a scacciare via tutte le paure del Diavolo. Riflessione a metà gara: risultato bugiardo. Nel calcio, però, contano i gol, e sorride chi li fa. A chi le becca non resta che fare un grosso mea culpa. E pedalare.
Ecco perché la rete di Zaniolo sotto la Sud, proprio alla ripresa dopo l’intervallo – e alla quinta chiara occasione – diventa pesantissima nell’economia del confronto. Donnarumma, però, non appagato per quanto fatto nel primo tempo continua a parare pure le mosche, vanificando così la pressione e le occasioni della Roma. Parando così il sorpasso in classifica. Una Roma che, guidata con il radar dal suo straordinario capitano De Rossi, non molla la presa e, seppur con le gambe pesanti, continua la sua ricerca della vittoria. Invano, alfine. Ma la prestazione, per una serie infinita di motivi, risulta migliore di quelle proposte in precedenza con il conforto dei tre punti. È il calcio,










