
STRISCIA NEGATIVA – La Roma, anche se si presenta a Torino guardando avanti e non dietro, deve comunque tener conto di quanto accaduto in passato. Perché, allo Stadium, è sempre finita ko: 7 partite su 7. Il 1° match in Coppa Italia, il 24 gennaio del 2012, gli altri 6 in A. Conte, 4 gare, o Allegri, 3, il finale è stato identico. Inizialmente prendendo gol a raffica, con il raccolto di 19 reti subite (16 in campionato) e solo 3 realizzate. Ma, da 3 stagioni, qualcosa è cambiato: il 5 ottobre del 2014 il 3 a 2 con il timbro vergognoso di Rocchi (sì, l’arbitro che rappresenterà l’Italia al mondiale in Russia) e il violino triste di Garcia; il 24 gennaio 2016 e il 17 dicembre dello stesso anno, con Spalletti eccessivamente prudente, gli unici successi di misura della Juve, entrambi per 1 a 0. Significativi, però. Perché a firmarli sono stati Dybala e Higuain. Pericolosi ieri come stasera.
SVOLTA TATTICA – Di Francesco, dunque, è il 5° allenatore della proprietà statunitense (oltre a Garcia e Spalletti, allo Stadium sono caduti anche Luis Enrique, 2 volte come Rudi e Lucio, e Zeman) che proverà a interrompere la serie maledetta. E, senza scambiare il rispetto per i campioni d’Italia con la rinuncia a giocarsela, non rinnegherà il copione che gli ha permesso fin qui di far meglio addirittura in Champions. L’eliminazione dalla Coppa Italia, mercoledì contro il Torino, è stato il primo dispiacere della stagione. Che, certificato dal turnover extralarge (formazione diversa per dieci-undicesimi), è arrivato proprio per aver dato la priorità alla sfida contro i campioni d’Italia. E per tenersi, dunque, i titolari per il match allo Stadium, dove schiererà la Roma migliore. Chiedendo ai suoi interpreti di comportarsi come sempre, puntando sul pressing offensivo e sul baricentro comunque alto. Sono le mosse che hanno permesso alla difesa giallorossa di essere fin qui la meno battuta del torneocon 10 retisubite.
TRAPPOLA DA EVITARE – La Juve, invece, ha l’attacco migliore: 44 gol. Eppure Allegri, da 5 partite, privilegia il pragmatismo e, come il collega, l’equilibrio. Che poi ognuno trova a modo suo: il tecnico giallorosso con l’aggressività nella metà campo avversaria, quello bianconero con un centrocampista in più. E anche se la sua difesa, tra le prime 4 della classifica, resta quella ha incassato più reti, già 14, da 7 partite non ne subisce. Stasera, con il recupero di Mandzukic, potrebbe ripensarci: riecco il trequartista, cioè Dybala. Mossa spavalda davanti ai giallorossi che, con il 6° attacco del torneo e la semina limitata di 28 gol, dovranno per forza ritrovare lamira allo Stadium. E non solo quella di Dzeko, solo 1 rete nelle ultime 13 partite.










