
È Perotti a sottolineare l’euforia che si respira nello spogliatoio, lui che aveva seriamente pensato di andarsene se fosse rimasto Spalletti, e si è invece ritrovato con in panchina Di Francesco, intensificando il suo lavoro quotidiano sui tiri in porta, da sempre il suo punto debole. Undici presenze (768 minuti) in campionato, tre reti (due su rigore) e sei assist, a cui aggiungere le 5 presenze europee (436 minuti) con due gol: un bottino personale significativo, considerato talmente importante da tecnico e società da decidere di prolungargli il contratto. Perotti sta infatti per firmare fino al 2021 — l’attuale accordo scade nel 2019 — con un sostanziale aumento economico. Si gode intanto il momento della Roma, tra cammino Champions e l’ok per lo stadio, il club di Trigoria. «Serate come quella contro il Qarabag devono diventare la normalità — spiega il dg Baldissoni a Roma Radio — sono il frutto del nostro lavoro. Ogni successo dobbiamo viverlo con soddisfazione, ma dimenticarlo subito, facendolo diventare qualcosa di ordinario». Filosofia difranceschiana, da oggi tutta proiettata sulla gara col Chievo di domenica.










