
Ora o mai più, l’occasione è unica, irripetibile, a portata di mano dopo la sconfitta di misura nell’andata a Kharkiv. Un 2-1 ribaltabile, anche se la storia, soprattutto recente, dice l’esatto contrario: le ultime quattordici volte che la Roma ha perso l’andata in uno scontro europeo a eliminazione diretta, è riuscita a passare il turno in una sola occasione contro il Gaziantepspor nella Coppa Uefa 2003-04, vincendo 2-0 in casa dopo l’1-0 in Turchia. L’elenco delle rimonte nel frattempo fallite o al massimo sfiorate nelle varie competizioni è lungo: Slavia Praga, Karlsruhe, Atletico Madrid, Liverpool, Villarreal, Middlesbrough, Manchester United, Arsenal, Panathinaikos, Shakhtar Donetsk (proprio loro), Slovan Bratislava, Real Madrid, Lione.
Di Francesco ha già la formazione in testa, otto undicesimi visti col Torino, più Fazio, Perotti e Dzeko al posto di Juan Jesus, El Shaarawy e il deludente Schick. Defrel, recupero o meno, andrà in tribuna. L’unico dubbio riguarda il modulo: si parte col 4-3-3 o il 4-2-3-1? Il video di venerdì, oltre alla squadra, serviva per invogliare i tifosi a comprare i biglietti: venduti finora 42mila, restano posti ovunque tranne Curva e Distinti Sud, si punta a 50mila spettatori. Il passaggio del turno, oltre al prestigio, vale tra i 12 e i 13 milioni fra premio Uefa, market pool e futuro incasso al botteghino (anche se vanno scalati i bonus ai giocatori). Pallotta tiferà dagli States, la Roma proverà a saltare di gioia.










