
Di Francesco non poteva chiedere di più: ha guadagnato due punti su Napoli e Inter; affronterà la Lazio nel derby (dopo la sosta) a -1 e non a -4 perché adesso la classifica con i cugini è a parità di partite giocate; prolunga il filotto di cinque vittorie consecutive in trasferta (12 gol segnati e 2 subiti) che, sommate a quelle di Spalletti nel campionato scorso, diventano dodici. Ma c’è qualcosa di più dei numeri, che restano sempre importantissimi: è la sensazione che adesso la Roma sia pronta a buttarsi nel fuoco per lui e per le sue idee. Li ha convinti con il lavoro quotidiano e non con le parole. Il campo pesantissimo e la pioggia battente hanno permesso una gara all’inglese, con parecchi errori ma tantissime emozioni. La Roma è andata due volte in vantaggio ed è stata raggiunta due volte, prima di far valere la sua maggiore classe nella ripresa. Kolarov, in questo senso, è stato il simbolo: ha sofferto nel primo tempo, mai aiutato nella fase difensiva, ha dominato nel secondo. Con una partita da recuperare (a Genova contro la Sampdoria) la Roma torna a pieno titolo in corsa per gli obiettivi più importanti. Il recupero di Gerson, che sembrava perduto per il calcio di alto livello, è già avvenuto («Ha giocato perché mi ha convinto, non per simpatia», ha detto Di Francesco). Quello di Schick potrebbe essere l’arma in più per la seconda parte del campionato.










