
Dopo i tre gol del Barcellona al Psg in otto minuti nulla sembra più impossibile nel calcio, ma questa Roma sembra vittima del nervosismo del suo allenatore e di una campagna acquisti inesistente a gennaio. La rosa resta forte, sicuramente più forte del Lione, ma sembra anche stremata. Spalletti aveva detto alla vigilia: «O si va a mordere forte di là, oppure gli si lascia il pallino e si torna nella nostra metà campo. L’unica cosa da non fare è la via di mezzo, che dà loro troppi vantaggi, vista la velocità di giocatori come Lacazette». L’idea ha funzionato nel primo tempo, quando Salah (contropiede) e Fazio (colpo di testa) avevano rimontato il vantaggio iniziale dei francesi, su schema da calcio di punizione. Ma nella ripresa il gol di Tolisso è arrivato troppo presto e la mossa coraggiosa di Genesio, con Fekir a fare addirittura la quarta punta ha pagato in un finale pirotecnico. In un’intervista all’Equipe, pubblicata ieri ma fatta qualche tempo fa, Spalletti ha chiarito: «A Roma, per tutta una serie di motivi, è imperativo vincere. Non c’è la possibilità di immaginare una crescita graduale, tutto è rapido e accelerato. Quindi è semplice: se non vincerò qualcosa, significa che non avrò fatto meglio dei miei predecessori e quindi andrò a casa». Da segnalare, per chiudere una serata nerissima, gli incidenti prima del match, con lancio di bottiglie e petardi, che hanno costretto la polizia francese all’intervento per evitare contatti ancora più diretti. Un campanello d’allarme anche per la gara di ritorno.










