
I veri rimpianti, quindi, riguardano le coppe e quei maledetti otto giorni di marzo in cui Dzeko & soci hanno buttato al vento Europa League e derby, oltre alla sconfitta casalinga con il Napoli. Ieri il tecnico aveva chiesto ai suoi di reagire ed è stato accontentato con una prestazione concreta. E, per un volta, fortunata. Il toscano ha letto bene il momento della Roma, l’ha protetta schierando quattro centrali difensivi in un 4-1-4-1, dove De Rossi ha aggiunto un filtro davanti alla line arretrata, Strootman e Nainggolan si sono sganciati a intermittenza e i due «faraoni» El Shaarawy-Salah si sono spesi anche nei ripiegamenti. Senza rubare l’occhio, i giallorossi hanno chiuso la pratica nel primo tempo, sfruttando le due uniche occasioni costruite: un angolo finalizzato da Fazio su sponda involontaria di Manolas e una splendida azione in verticale a tre tocchi sull’asse Strootman-Dzeko-Salah. Sommando qualche «buco» in avvio alla pessima partenza nella ripresa, minuti nei quali il Bologna si è divorato un gol con Dzemaili e colpito il palo con Di Francesco jr., si può dire che la dea bendata ha dato una spinta decisiva in questo successo.
Comunque meritato nel complesso, grazie a un finale a senso unico dopo l’ingresso di Perotti. Dopo aver provato invano a dimostrare di saper anche calciare in porta oltre che dribblare, l’argentino ha confermato di essere il compagno di squadra perfetto servendo a Dzeko il pallone del 3-0: per il bosniaco undicesimo gol nelle ultime undici gare, 24 in campionato che lo fanno restare in vetta alla classifica cannonieri insieme a Belotti, e 34 stagionali. Ne manca uno per timbrare la sua migliore stagione in carriera. E pensare che stava per lasciare il posto a Grenier un attimo prima dell’azione che ha portato al tris. Poi Spalletti ci ha ripensato, ha dovuto cambiare Manolas con Vermaelen e ha quindi preferito regalare due spiccioli di partita a Totti, osannato dallo sportivissimo pubblico del Dall’Ara. Un pomeriggio pieno di sorrisi, insomma, puntando il prossimo esame tosto contro l’Atalanta sabato prossimo. La Roma c’è ancora. E se la Juve dovesse concedere qualcosa, è lì ad aspettare.










