
Numeri non da Champions come dimostra il confronto con Juve (19), Napoli (21), Milan (23) e Inter (22). Se allarghiamo il dato pure alle altre competizioni c’è da stare ancora meno allegri: ben 58 in 38 partite (media di 1,5 a match). Proprio sui problemi difensivi Ranieri ha insistito di più, sia in allenamento sia in conferenza stampa. E su quello dovrà lavorare durante la sosta per le nazionali. A 10 partite dalla fine del campionato però servirebbe un miracolo, anche perché – come detto sopra – i problemi riguardano soprattutto i limiti tecnici di giocatori tecnicamente sopravvalutati e caratterialmente fragili.
A destra non convince nessuno: Karsdorp e Florenzi sono carenti in fase difensiva, mentre Santon è rimasto il Santon dell’Inter. Al centro Fazio, Marcano e Jesus hanno ingaggiato una sorta di gara a chi sbaglia di più, mentre a sinistra senza Kolarov non ci sono alternative. Il ritorno di Manolas servirà, ma pure col greco non è che i risultati siano stati entusiastici, come dimostra il 7-1 di Firenze. L’infermeria è sempre piena, le gambe non girano. «Credo che Di Francesco abbia fatto di necessità virtù», ha detto scuotendo la testa Ranieri. Il tecnico romano ha messo in campo sabato la 38° formazione diversa in 38 partite stagionali, un record assoluto nella storia giallorossa.
E pure il calendario non aiuta, visto che da qui a fine stagione la Roma dovrà affrontare, tra le altre, Napoli, Fiorentina, Inter, Juventus e Sampdoria. I giallorossi hanno vinto un solo confronto con le cosiddette big (il derby d’andata), e pure con le piccole sono arrivate figuracce epiche: la doppia sconfitta con la Spal, il pareggio col Chievo, il ko di Bologna. Con numeri e prestazioni come quella di Ferrara la Champions potrebbe diventare un miraggio. E senza qualificazione nell’Europa che conta – come ha ammesso Ranieri – ci sarà «un ridimensionamento totale». Di stipendi cartellini e obiettivi.










