
CONTINUITÀ – La Roma va a segno in campionato da 20 turni consecutivi, l’ultima volta senza gol risale alla gara di andata contro la Juventus persa 1-0 allo Stadium lo scorso 17 dicembre: solo sei volte in tutto non è riuscita a segnare, Porto, Fiorentina, Empoli, Astra Giurgiu, Lazio, più appunto a Torino con la Juve. Spalletti si diverte, crea un assetto capace di mandare in gol un po’ tutti, a parte i portieri non sono andati in rete i difensori Mario Rui, Rudiger, Vermaelem e Juan Jesus, più Grenier e Gerson. Ciò che ha funzionato meglio è proprio l’attacco che, nel corso della stagione, ha spesso cambiato assetto, mantenendo il punto fermo Dzeko, che ora con i suoi 28 centri in campionato ha raggiunto Enrique Guaita al secondo posto dei bomber romanisti di tutti i tempi ed è a un passo da Rodolfo Volk che nel campionato ‘30-‘31 ne fece 29. Dicevamo è cambiato: la Roma è partita con il tridente pesante, Dzeko, Perotti Salah, poi ha giocato con una punta e due trequartisti, poi ha ridato un ruolo da titolare ad El Shaarawy che, con le suoi 4 reti nelle ultime tre partite, ha contribuito tantissimo a consolidare la Roma al secondo posto.
SE NON CI FOSSE MOMO – Gli ottantasette gol in campionato sono gli stessi della stagione 1930-1931 (torneo a diciotto squadre), quindi record eguagliato, con evidente (quasi scontata) possibilità di superarlo domenica prossima contro il Genoa. Su Salah c’è da aprire un capitolo e non chiuderlo mai. Momo riesce ad essere decisivo quando c’è e la Roma risulta essere all’altezza quando non c’è e quest’anno l’egiziano, con la Coppa d’Africa, ha perso un mese di partite e in quel periodo la Roma vinceva, segnava (meno) e non prendeva reti. Momo è eccezionale sia in termini di reti che negli assist: ha partecipato attivamente a 11 gol della Roma nelle ultime 9 partite giocate in campionato, con 6 centri e 5 assist. A Verona ha firmato la sua quarta doppietta, la terza in campionato. In serie A ha giocato 80 partite, segnando 35 reti. Ma 15 in un campionato non li aveva mai realizzati. Numeri top, insomma. E non a caso, in Premier hanno ricominciato a mettergli gli occhi addosso. Perotti, quest’anno meno bene del girone di ritorno dello scorso campionato, ha contribuito con i suoi implacabili calci di rigore, ma su azione ha segnato solo una rete in Europa League. A parte questo, ultimamente ha pagato i non buoni rapporti con Spalletti. Diego non gradisce troppo la panchina. Non è l’unico. E non solo a Roma. Visti i risultati, sarà il caso di farsene una ragione.










