
DOPPIA PERSONALITÀ – Sarebbe bello, allora uno pensa, che Cencio sfoderasse il sinistro anche in Europa. Non tanto (non solo) per zittire i criticoni, ma pure (soprattutto) per aiutare la Roma. E così, all’improvviso, la notte da lupi diventa la notte del piccolo turco. Assist con il contagiri di Dzeko, controllo volante di Cencio, tocco di sinistro e palla in rete. Non un gol di potenza, come quello di Udine, ma bello lo stesso per lui e per chi ha una Lupa tatuata sul cuore. Quinta rete in quattro gare, a fare bene i conti. E pensare che se Florenzi non avesse recuperato, forse Cengiz Under sarebbe finito in panchina. Ma il calcio, si sa, è pieno zeppo di storie strane, compresa una triste (prendere gol in contropiede pur essendo in vantaggio) e pure una più divertente (il salvataggio all’ultimo respiro da terra sulla linea bianca dell’inguardabile Bruno Peres). La notte di sogni, di coppe e di campioni si chiude con il rimpianto per quello che poteva essere e non è stato, e la speranza per quello che potrebbe accadere nella gara di ritorno all’Olimpico. Se la Roma è ancora viva (e lo è) lo deve a Cencio il Turco, a quel suo gol inutile per il punteggio nella gelida serata di Kharkiv ma che potrebbe rivelarsi determinante a Roma.










