
IL TALENTO Insomma, Cencio (come lo chiamano affettuosamente a Trigoria) può tranquillamente tornare in questi giorni a casa sua, in Turchia, perfesteggiare la fine di una stagione dorata. Perché sotto l’ala protettrice di Di Francesco è cresciuto e si è formato, diventando a tutti gli effetti un giocatore di livello internazionale. «Ma lui lo era già, visto che ha fatto una semifinale di Champions con la Roma ed è uno dei punti fermi della sua nazionale – dice il tecnico giallorosso –: Cengiz ha delle qualità importanti, secondo me è migliorato tantissimo negli smarcamenti e nella capacità di attaccare la profondità. Questi sono progressi che un giocatore trova nella continuità e negli atteggiamenti, oltre che nella disponibilità. Poi lui, per me, è dotato anche di una grande intelligenza calcistica, anche se segna ancora poco rispetto alle sue potenzialità. Mi auguro cheigol che ha perso finora per strada se li possa riprendere presto, magari già con l’inizio del nuovo anno».
LA CRESCITA Con quello di ieri, infatti, i gol stagionali sono 6. Non tantissimi, è vero, ma comunque appena uno in meno di Dzeko, miglior cannoniere della Roma con 7 centri personali (2 in campionato e 5 in Champions). «Se guardo al passato, all’anno scorso, le mie prestazioni sono migliorate – diceva pochi giorni fa –. Ho segnato gol e fatto assist, sento che sto andando sempre meglio e spero che questo trend cresca ancora. Basta paragonare i primi sei mesi della scorsa stagione e quelli di questa per vedere le differenze». Vero, anche se poi la sua magia ha iniziato a diffondersi già a gennaio scorso. In un anno magico, appunto.










