
La Roma ha regalato il primo tempo, giocando sotto ritmo e non mettendo mai in difficoltà un’ Atalanta senza due big: squalificato il Papu Gomez, infortunato Spinazzola. In assenza di esterni sinistri, Gasperini ha schierato l’olandese Hateboer a destra e ha cambiato fascia a Conti, che è stato comunque il migliore in campo. Da una sua percussione, a cui Ruediger non ha opposto resistenza, è arrivato il gol del vantaggio nerazzurro, con una bella stoccata di Kurtic, arrivato al sesto gol in campionato, il primo nel 2017. Fazio e soprattutto Mario Rui, nell’occasione, hanno fatto la parte delle belle statuine. La Roma ha subito il colpo e l’Atalanta ha chiuso il primo tempo senza problemi, andando addirittura vicina al raddoppio con un contropiede capitato a Petagna, che non è un fulmine di guerra. Con Gomez sarebbe stata un’altra storia. Spalletti si è fatto sentire nell’intervallo e ha inserito Bruno Peres.
La Roma ha alzato il pressing e, al 4′, ha pareggiato: cross di Mario Rui, sponda di Salah (all’11° assist stagionale) e gol rapinoso di Dzeko. Il centravanti bosniaco, come molti compagni, non ha giocato una partita araldica ma è arrivato a 25 gol in campionato e 35 in stagione. Lì hanno pensato in tanti che la Roma potesse ribaltare il risultato. Gasperini ha pescato dalla panchina un esordiente assoluto, l’ecuadoregno Cabezas, e ha chiesto ai suoi di difendere un punto d’oro in chiave Europa League. La fortuna l’ha aiutato (palo di De Rossi e traversa di Nainggolan), ma l’Atalanta quella fortuna se l’è cercata con una gara coraggiosa. Tra i tanti luoghi comuni del calcio c’è che Gasperini non sia allenatore da «big». Il campo, veramente, dice il contrario.










