
L’Atalanta ha dominato la partita nelle gambe, anche se aveva speso energie in Coppa Italia, e nella testa. Gasperini ha fatto attaccare sempre il lato sinistro della Roma, con Perotti ai minimi termini, Strootman sulle gambe, Kolarov spesso saltato e Fazio disastroso. L’argentino ha permesso a Cornelius, in piena area, di controllare la palla, portarsela sul piede «buono» e piazzare il gol dell’1-0. Cinque minuti dopo è stato Florenzi a permettere al Papu Gomez, sulla linea di fondo, di scivolare, rialzarsi, aspettare l’ arrivo di De Roon e servirgli l’ assist per il tiro(deviato da Manolas) del raddoppio. La Roma, lì, ha rischiato il tracollo totale, quando Freuler ha colpito il palo. Una furbata di Kolarov, che ha cercato e trovato un fallo di De Roon, già ammonito, ha avuto il potere di dare un copione al resto della partita. La decisione di Guida è stata troppo severa: bastava la punizione senza secondo giallo. Gasperini si è fatto espellere per proteste, ma l’Atalanta non ha perso la testa. Nella ripresa il gol di Dzeko, che non segnava da 619 minuti, è arrivato presto ma poi la Roma non ha mai dimostrato di meritare almeno il pareggio. È entrato anche Schick in condizioni psicologiche impossibili. Poche ore prima il suo allenatore aveva detto che non gli riescono neppure le cose facili. Amen. Monchi ha detto che a gennaio prima di comprare bisogna cedere e fare cassa, ma la Roma ha assolutamente bisogno di fare mercato se vuole sperare di arrivare ancora in zona Champions. Magari studiandolo meglio di quello estivo, un disastro tra errori e infortuni. Così come deleteria è stata l’ostinazione di Di Francesco di puntare sempre sul 4-3-3 anche quando, calata la tenuta atletica, la squadra si è sciolta. Il contrario dell’Atalanta, che sa sempre cosa fare agli ordini di Gasperini, allenatore troppo sottovalutato.










