
Con la Roma la partita più importante della Virtus Entella? “Si assolutamente si, l’Entella non ha mai giocato con una squadra di Serie A una gara ufficiale, è la partita più importante della storia ultracentenaria della nostra società. Dopo l’exploit col Genoa ce la giocheremo con grande serenità, ma anche con la convinzione di provare a fare un’impresa straordinaria, la palla d’altronde è rotonda. Veniamo all’Olimpico per continuare a sognare”.
Ci svela cosa è successo di preciso con Antonio Cassano? “Nulla di grave anzi. Siamo molto amici con Antonio, avevamo un accordo per averlo con noi nell’anno in cui poi sfiorammo i play-off per andare in Serie A, di notte invece cambiò idea. Quest’estate ha lui insistito molto affinchè potesse venire a giocare con noi, anche perchè siamo a 15 minuti da casa sua. Parlando insieme, gli dissi di venire ad allenarsi con noi, per verificare se si sentisse ancora un calciatore professionista, per riassaporare il campo e lo stress da allenamento, solo successivamente avremmo deciso il da farsi. Con Antonio avremmo avuto ovviamente una risonanza mediatica incredibile, fisicamente stava anche abbastanza bene, però probabilmente non se l’è sentita di rimettersi a fare il calciatore professionista, dal punto di vista della disciplina, delle regole, delle doppie sedute”.
Nel suo cuore in futuro c’è la Samp? “Smentisco assolutamente, io sono di Chiavari, nel mio cuore e nella mia testa c’è la Virtus Entella e vogliamo tornare in Serie B, proseguendo questo progetto entusiasmante per i nostri concittadini e tutti i tifosi. Si è malignato sul mio presunto interesse per la Sampdoria dopo una semplice battuta dopo la vittoria col Genoa, mi riferivo ad un’antica sconfitta subita a Genova, ma non c’è nulla di vero”.
La nuova politica del calcio, ci sarà un miglioramento del nostro movimento? “Spero che ci sia una sterzata, c’è stato un ricambio di governance, mi auguro che i nuovi da Gravina, ai presidenti delle Leghe, possano percorrere nuove strade, con riforme chiare, che guardino a ciò che stanno facendo i paesi più importanti d’Europa, per evitare che il nostro calcio continui a versare in condizioni d’inferiorità. Ci vuole la volontà politica di valorizzare le realtà locali, le realtà calcistiche provinciali, i settori giovanili e creare nuove risorse”.










