
OLTRE LA CLASSIFICA – In campionato la differenza c’è e si vede: la Roma è al 2° posto e la Lazio al 5°. Ma soprattutto sono i 9 punti di distacco a dare l’idea di quanto la vita non sia più parallela dopo il 4 dicembre: quel giorno la vittoria dei giallorossi (2-0) determinò il break. Sfumò il sorpasso dei biancocelesti, prima della gara d’andata sotto di 1 punto, e al tempo stesso cambiò l’obiettivo delle squadre nel torneo: corsa scudetto per i primi, caccia al podio Champions per i secondi. Questo doppio derby, però, le riporta una accanto all’altra. Perché Inzaghi, costretto a un percorso più complicato in coppa, si è guadagnato, con l’impresa di Milano nel quarto contro l’Inter, la possibilità di misurarsi con Spalletti in Coppa Italia. Doppia sfida da dentro o fuori che può dare un senso alla stagione di entrambi .
MAGGIORE EQUILIBRIO – La Roma, proprio nel derby di dicembre, ha trovato la sua nuova fisionomia, virando tatticamente: dal 4-2-3-1 al 3-4-2-1. Oggi è più solida e ordinata. Sarebbe sbagliato definirla prudente: in 38 gare stagionali, ha già realizzato 84 reti. L’efficacia, a prescindere dagli interpreti, è garantita. La Lazio, dopo i corretti esperimenti fatti nell’ultimo periodo, non è sicuramente più quella del 4 dicembre, Soprattutto se, dal 4-3-3, si presenterà con il 3-5-1-1. Inzaghi, anche con l’intenzione di specchiarsi nel collega, vuole evitare di sbilanciarsi e quindi di permettere a Spallettti di puntare sul contropiede, corto o lungo che sia. I giallorossi sanno aggredire alzando il baricentro e colpire in velocità con chi si butta alle spalle di Dzeko. Nainggolan è sempre in agguato. I biancocelesti, almeno dagli addestramenti della vigilia, potrebbero fare lo stesso dietro a Immobile. Felipe Anderson è già allertato. E, con la superiorità numerica a centrocampo, dovrebbero presidiare le fasce. L’atteggiamento tattico sarà, dunque, fondamentale per il primo verdetto. Inzaghi cambierà più del collega e non solo il sistema di gioco: squalificati Patric e Lulic, può iniziare la gara con 6 interpreti diversi da quelli usati domenica contro l’Udinese: Basta, Wallace, Bastos, Lukaku, Biglia e Milinkovic le possibili novità. Spalletti, invece, calibra il turnover. Con minimo 2 ingressi che, però, non ha annunciato: Alisson, portiere di coppa, ed Emerson. Anche Paredes è in corsa, se De Rossi non recupera (nessun romano, in questo caso, dall’inizio nelle due squadre). Perotti spera di essere preferito a Salah. Di spazio, comunque, ce ne sarà per tutti. Tanto il derby non finisce stasera. Ne arriveranno presto altri due, con in palio la finale e la stagione. L’ultimo, in campionato, il 30 aprile.










