
Il conflitto tra Spalletti e parte dei giornalisti non può e non deve essere comunque l’alibi per il divorzio di fine stagione. Sarebbe troppo facile e quindi inaccettabile. Avvelenare l’ambiente in questo modo non è producente soprattutto per la squadra. Da un allenatore verbalmente straripante, a un presidente che una ne fa, cento ne pensa. Da anni tessitore di strategie “politicocalcistiche” Lotito ha estratto dal suo cilindro l’ennesima idea (provocazione). La sua candidatura a presidente della Lega di B si presta a varie letture. Da quella che vorrebbe Lotito alla ricerca di un posto sicuro in Consiglio Federale, a quella di provare a mettere pressione sui presidenti di Serie A. In particolar modo verso quelli propensi a un cambiamento della Lega, infastiditi dal suo eccessivo e ingombrante attivismo. Dopo le due assemblee programmate per il 22 e il 25 prossimi ne sapremo certamente di più.










