
L’ATTESA E IL VIAGGIO – In A il debutto arriverà soltanto quasi due anni dopo, contro il Chievo, in una stagione nella quale realizzerà solamente 3 presenze ma in cui – a conferma di qualità tecniche mai messe in discussione – saprà anche fare un gol e un assist. Nel 2014, ancora diciannovenne, arriva il salto all’estero: viene venduto per 6 milioni di euro al Benfica. Impiegato dal tecnico dei lusitani Jorge Jesus come centrale di centrocampo e mediano di difesa, il ragazzo non riuscì a confermarsi come titolare della squadra allenata poi da Rui Vitoria. Quella parentesi somigliò a una bocciatura, ma invece proprio da lì Cristante è ripartito, ricominciando in Italia, sempre in serie A, e senza temere di girovagare come poiè avvenuto. Prima il Palermo, poi il Pescara ed infine all’Atalanta, affidato a Gian Piero Gasperini che di giovani se ne intende parecchio. A gennaio 2017, l’uscita di Gagliardini, approdato all’Inter, ha favorito questa operazione di mercato e il passaggio di Cristante ad una delle squadre rivelazione della serie A. Grazie alle geometrie del tecnico di Grugliasco – dove chi imposta l’azione si ritrova spesso a superare le linee difensive avversarie ed a inserirsi in chiave offensiva negli spazi aperti dal centravanti – Cristante ha definitivamente confermato le sue doti da mezz’ala con attitudini alla regia. L’Atalanta ha rinnovato il prestito per un anno e in estate pagherà 4 milioni per il riscatto. E il mercaro delle grandi ha già pesato la sua struttura fisica, la sua visione di gioco, il suo calcio










