
La domanda che il numero uno romanista pone a se stesso può sembrare retorica a una prima superficiale interpretazione, ma ha una sua logica. Se le pene inflitte ai club che non rispettano le regole sono di così lieve entità come quelle comminate fino a questo momento, che senso ha compiere salti mortali per far quadrare i bilanci? Sarebbe molto più proficuo anche per le trattative di mercato non avere la scure delle scadenze temporali, che obbligano a condurre operazioni entro le date utili a pareggiare i conti. Per dirla in soldoni, se la Roma avesse potuto scegliere di vendere Salah a fine sessione anziché all’inizio – nell’estate in cui l’affare Neymar ha fatto sballare ogni cifra – forse avrebbe ricavato anche il doppio di quei cinquanta milioni che all’epoca sembravano perfino generosi.
I paradossi del Fpf (…)
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