
COME NEL 2005 – Tre mesi sono passati dalla partita contro la Lazio a quella contro il Sassuolo, quattro se si considera che contro l’Empoli si giocherà il primo aprile. Il 4 dicembre, nel derby di campionato vinto 2-0, la Roma schiera i tre difensori (Rüdiger, Manolas e Fazio) e sposta più avanti Peres a destra ed Emerson a sinistra. È la chiave tattica della partita contro Inzaghi e anche di tutte quelle che verranno, eccezion fatta per la trasferta di Torino, quando Spalletti sceglie il 4-2-3-1 con Gerson, viste le non perfette condizioni di Peres. Come col modulo con Totti falso nove di 12 anni fa la scelta fu frutto dell’emergenza – non aveva punte a disposizione a Genova contro la Samp –, anche stavolta è successo lo stesso, perché il tecnico ha cambiato la Roma quando non ha avuto a disposizione Salah, prima per infortunio e poi causa Coppa d’Africa.
FARAONI – Con il ritorno dell’egiziano, Spalletti non ha cambiato schema, lo ha messo accanto a Nainggolan e Dzeko, la Roma ha continuato a segnare ma ha pure subito di più, visto che in campionato, da quella partita, solo a Palermo non ha incassato reti. Tornando alla difesa a 4 con Rüdiger a destra, Fazio e Manolas al centro ed Emerson (o Mario Rui) a sinistra, Spalletti potrebbe comunque sfruttare Salah, avrebbe una copertura maggiore a destra con Rüdiger, anche se il suo piede a Spalletti non dispiace, e potrebbe sfruttare la vena ritrovata di El Shaarawy, che in queste ultime settimane ha dato cenni di ripresa confortanti. In più, nei due in mezzo al campo, Strootman sembra intoccabile, mentre Paredes, un altro di quelli che sta crescendo, ha bisogno di giocare con continuità e potrebbe dare più respiro a De Rossi. Con l’Empoli, toccherà a lui perché l’olandese è squalificato. L’argentino deve prendersi più rischi. De Rossi fa un lavoro di copertura, a Paredes viene chiesto altro. Anche perché se la Roma dovesse passare fissa a 4, derby compreso, dove ha l’obbligo di segnare tre reti, con El Shaarawy (o Perotti) insieme a Salah e Nainggolan dietro a Dzeko, il messaggio sarà chiaro: attaccare. Provarci. Per non avere rimpianti.










