
Ma ai giallorossi la sorte ha recapitato un regalo inatteso: lo stop del Napoli le offre l’ occasione di prendere ossigeno e riportare a 4 punti il vantaggio. Utilissimi per difendere l’accesso diretto alla Champions in vista del tris con Lazio, Milan e Juventus da qui a metà maggio. Una filastrocca di moda negli ambienti romanisti, ricorda beffarda che «il secondo posto è fondamentale per poter l’anno dopo sperare ancora nel secondo posto». Come dire che di vincere non se ne parla. La novità è che adesso a Spalletti sembra andar bene così. «Se sarà questo il risultato – dice – tutti avremo fatto il nostro dovere al massimo. C’è la possibilità di lavorare in maniera importante anche in futuro, ecco». E pare proprio un’apertura a proseguire il lavoro anche nella prossima stagione. Strano, dopo quel «Ce l’ho messa tutta» che nel sabato di Pasqua aveva segnato la resa. Ma il consulente ombra di Pallotta, Franco Baldini, non s’è ancora rassegnato all’idea di perdere il tecnico. Anche perché escluso Sarri, ogni alternativa somiglia a un salto nel vuoto, da Emery a Paulo Sousa.
L’apertura di Spalletti ha pure valore strategico: per distogliere le attenzioni dal futuro dell’allenatore e offrire solidità alla squadra. In una settimana che segnerà lo sbarco di Monchi (sarà a Roma giovedì: forse via Londra, dove opera Baldini) e la definizione dell’operazione Kessié (25 milioni all’Atalanta con prestito e acquisto a decorrere dal 2018) non mancherà di certo qualcuno che abusi della parola “futuro“.









