
Ieri il presidente in pectore dell’Assemblea capitolina, il grillino Enrico Stefàno, si è detto ottimista, sui tempi, anche per non dare la sensazione dell’impasse: «Su tutti gli atti ci sarà un approfondimento giuridico per fugare i dubbi; se l’esito sarà positivo avremo il dovere di andare avanti e i tempi sono quelli definiti precedentemente». Diversi consiglieri stellati, in realtà, hanno già il piede pigiato sul freno. E premono, si diceva, per un rinvio a dopo l’estate.
«NESSUNA PENALE» Va fugata una volta per tutte la psicosi delle penali, insomma i risarcimenti milionari minacciati dai privati se l’operazione saltasse. C’è chi sta consultando esperti privati di diritto amministrativo, chi ha chiesto informalmente ai legali dell’Avvocatura capitolina. «Fin qui – confida un consigliere comprensibilmente sollevato – ci hanno detto tutti che prima della variante non si rischia nulla».










