
«Se andrò via dalla Roma – ha detto recentemente – sarà perché è la società che ha deciso di vendermi, e io non potrò farci niente». Dichiarazioni che a Trigoria non sono state particolarmente apprezzate, così come i «consigli» dati a Nainggolan («Se Radja vuole giocare nelle squadre più forti al mondo dovrà abituarsi anche alla pioggia») per un futuro lontano da Roma. A gennaio il suo procuratore, Evangelopoulos, aveva addirittura fissato il prezzo. «Il club giallorosso – le sue parole – la scorsa estate ha rifiutato un’offerta di 40 milioni da parte dell’Arsenal». Logico quindi pensare che chiunque lo voglia acquistare dovrà ripartire da quella base. Il neo d.s. Monchi, come l’ex Sabatini in passato, da questo punto di vista è una garanzia. E se Manolas, il cui contratto scadrà nel 2019, andrà via lo farà solamente per un’offerta che possa soddisfare tutti, a partire dalla Roma.
Per il momento dovrà concentrarsi sul presente, che vuol dire derby: in assoluto contro la Lazio ha un ruolino positivo (5 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta) ma le ultime due gare, quelle di Coppa Italia, sono state particolarmente complicate con Immobile, Felipe Anderson e soprattutto Keita che lo hanno messo in difficoltà. Arbitrerà Orsato: con lui la Roma non ha mai vinto, ottenendo una sconfitta e due pareggi: l’ultimo è stato quello del «selfie» sotto la Sud di Totti, anche lui ai saluti. A meno di clamorosi ripensamenti.










