
“Ho letto di presunte influenze di miei colleghi esteri nella vicenda e la cosa mi fa sorridere per quanto è ridicola. Io ho portato in Italia Kessie dall’Africa due anni fa e sono nel mondo del calcio da 15 anni. Collaboro con alcuni miei colleghi da anni, ma nessuno può decidere dove andrà Kessie, se non io e lui”.
“Per quanto riguarda il suo futuro, il problema non si chiama George Atangana né qualcun altro. L’unica cosa da prendere in considerazione è se le eventuali offerte siano soddisfacenti o no per il ragazzo. Io le ascolto tutte, poi insieme a Kessie stesso e al suo attuale club, a cui sarà sempre legato, valuteremo quali siano le migliori soluzioni per tutti”.










