
Destro, dopo aver visto gli altri giocare, rientra con maggiore convinzione e fa i primi gol. A Verona sulle due rive, in elevazione col Cagliari, col Benevento e, dopo un bel palo con la Viola, sabato col Genoa. A 30 scatta il «bonus» per la Roma, a cui il Bologna dovrà versare 3 milioni, come da accordi. Gol fin qui tutti pesanti e prestazioni finalmente passabili, se non proprio buone. Così è parso a tutti, tifosi e critica. Non a Donadoni. Non a chi l’ha risollevato. Un’altra panchina a Napoli e con l’Inter ha spiazzato tutti: «Non guardo solo i gol», dice. Reti importanti però, non come quelle dello scorso finale di stagione. Donadoni non è soddisfatto neppure dell’ultima partita, «solo dopo il gol ho visto una buona prestazione, ma io devo valutare i 95′. E anche l’assist non l’ha fatto proprio bene». Spiazzante. Fin troppo delicato in passato quando il giocatore era quasi indisponente, eccessivamente severo ora quando pare essersi svegliato. È successo qualcosa fra di loro? Qualcosa di certo è cambiato. Nella testa del ragazzo, che appare più tonico e sicuro dei propri mezzi. In quella maglia tolta per euforia, in barba al regolamento interno, leggiamo anche un pizzico di ribellione (ma stavolta positiva: ok, vado in panca, ma quando gioco segno e faccio il mio). I due dovranno chiarirsi e il tecnico dovrà spiegare meglio cosa pretende dal suo giocatore. Nessuno l’ha criticato quando è stato messo giustamente a riposo, ma oggi, dopo quella cura efficace ma forse un po’ tardiva, in tanti non comprendono. Destro sui social non pubblica granché, nessun segno d’insofferenza o altro. Donadoni in conferenza stampa «non esalta né abbatte». Vediamo con le prossime 12 partite come va a finire questa stagione (la prossima sarebbe la 4a insieme) e contiamo i gol di questi primi tre anni di Mattia: finora sono 25 e se arriva a 30 il Bologna dovrà pagare un bonus alla Roma di 3 milioni. Tutti sperano che Saputo sia costretto a pagare. Sempre che Destro scenda in campo.










