
Nei suoi 30 mesi alla Juve, Allegri lo ha usato anche da mezzala, da trequartista e come centrale di una linea a quattro, ma presto ha scelto la sua strada preferita: Pjanic sarebbe stato un playmaker. Miralem non era convintissimo. Non era convintissimo ma ha capito in fretta che il suo allenatore aveva ragione. Si è fidato ed è cambiato. Rispetto agli ultimi due anni romani, nelle prime due stagioni torinesi Pjanic ha dimezzato i tocchi nell’area avversaria, dove arriva sempre meno, ma non ha smesso di creare un paio di occasioni a partita per i compagni. Ha aumentato nettamente i recuperi ma non ha smesso di calciare in porta. (…)
Pjanic a Roma ha avuto Luis Enrique, Zeman, Andreazzoli, Garcia e Spalletti, alla Juve solo Max. Un allenatore che lo ha ripreso più di qualche volta e lo ha visto cambiare. Miralem ora è più sicuro di sé, più maturo. Quando è arrivato in Italia era un ragazzo, ora è un uomo, un papà: magari sta a casa più volentieri, di sicuro ha meno pressione, meno difficoltà in campo che negli anni alla Roma. Di quel periodo però conserva gli amici… e non ci sono scontri diretti come quello di sabato che possano cambiare i rapporti tra persone. Mire torna a Roma più di qualche volta, magari scherzerà sulla partita con Daniele De Rossi o Manolas. (….)










