
Ieri mattina il questore Guido Marino si è recato al commissariato Prati per manifestare la sua solidarietà e quella di tutti i poliziotti ai colleghi dell’ufficio preso di mira. Nel frattempo, però, proseguono le indagini per individuare chi ha materialmente lanciato la molotov e capire il movente del gesto, commesso in prima serata, con i locali del quartiere a ridosso del commissariato pieni di clienti. Un atto che potrebbe essere di vendetta per le attività investigative del commissariato, ma forse anche di quelle amministrative. Intanto vengono visionate anche con strumenti altamente tecnologici in possesso della polizia scientifica le immagini registrate della videosorveglianza sia del presidio di polizia sia di altri edifici vicini che avrebbero ripreso l’individuo mentre si ferma con lo scooter, un Honda Sh scuro, scende dal motorino e lancia la bottiglia incendiaria contro il furgone dopo averla accesa. Si stanno passando al setaccio anche le operazioni di polizia più recenti per capire se in passato ci siano state minacce nei confronti del personale della polizia impegnato in delicate indagini. «Chi attacca le forze dell’ordine con bombe molotov attenta direttamente alla libertà e alla democrazia,ma la polizia di Stato non si fa intimidire», dice Daniele Tissone, segretario generale del sindacato Silp Cgil. «Questo è il momento della solidarietà, ma non possiamo non porre al centro dell’agenda anche le gravi carenze organiche all’interno della Polizia», afferma invece Fabio Conestà, segretario generale del Movimento sindacale autonomo di polizia.










