
Dzeko non smentisce e Monchi fa altrettanto, ruba la scena a Di Francesco in sala stampa non per blindare i gioielli giallorossi ma piuttosto per precisare che «non stiamo cedendo giocatori a loro insaputa». Della serie: chi parte vuol partire. Poi continua: «Non siamo in smobilitazione. Non è una colpa avere giocatori forti che interessano ai grandi club. Se arriveranno offerte concrete, sarà mio dovere valutarle. Mi trovo nella condizione di prendere tutte le decisioni che ritengo giuste e voglio essere chiaro: la Roma non va in giro per il mondo a caccia di proposte, non vogliamo ridimensionare la rosa, ma rinforzarla. Non pensate che stiamo dormendo perché non escono i nomi dei calciatori che stiamo seguendo, ho fatto il triplo delle chiamate rispetto a quelle che ho ricevuto e sto cercando nuovi giocatori». Si vende, ma si compra anche, questo è il messaggio rassicurante che lo spagnolo ha voluto mandare ai tifosi. E così sarà, ma prima servono le firme sui contratti di Palmieri e Dzeko, che con le loro valutazioni (20 milioni il brasiliano, 30 il bosniaco, più i bonus in discussione) possono garantire al club di limitare il rosso del bilancio e al tempo stesso fornire la liquidità per trovare almeno un sostituto. In difesa con Kolarov, Jesus e Moreno la Roma si sente coperta, ma Di Francesco chiedeva un attaccante già prima di dover dire addio al suo bomber e la sua richiesta dovrà essere esaudita: Sturridge del Liverpool è un’opzione, l’agente lo sta offrendo in Italia. L’inizio della settimana sarà decisivo per risolvere le questioni in sospeso, le valigie sono pronte e il treno (o meglio un aereo…) da Milano, dove la squadra resterà in ritiro, può partire in qualsiasi momento per Londra.










