Un passo alla volta. Monchi ha sfruttato il suo terzo giorno da direttore sportivo romanista per conoscere altri angoli di Trigoria e, soprattutto, presentarsi a Spalletti, la squadra e tutto lo staff prima dell’allenamento in modo più approfondito dopo il fugace saluto di Pescara. Non si può definire un vero e proprio colloquio quello andato in scena tra il dirigente spagnolo e l’allenatore, che si sono incrociati due volte durante la giornata e hanno chiacchierato per qualche minuto, oltre a posare sorridenti per la prima foto insieme. Spalletti, negli ultimi tempi, ha dato segnali di apertura sul rinnovo rispetto a un addio che sembrava ormai certo ere sta comunque possibile. Ma la vera urgenza della Roma è centrare il secondo posto e solo dopo la certezza dell’obiettivo raggiunto si prenderà una decisione. Con la società tuttora disponibile ad affidarsi ancora all’allenatore toscano. Anche perché i primi colloqui esplorativi di Baldini, incaricato da Pallotta di trovare un’alternativa per la panchina, non hanno portato alcuna certezza. La preferenza è per un tecnico italiano o che conosca la serie A, quindi la prima scelta si chiama Sarri, ma De Laurentiis lo tiene in pugno: «Ha un contratto che lo lega a noi per molti anni -ha spiegato il presidente del Napoli e una clausola penale che può scattare soltanto fra un’altra stagione di 8 milioni di euro, che non mi sembrano pochi per andare ad allenare altrove». Non lo sono affatto e la Roma non ha mai pensato di spenderli. Ecco perché, in caso di addio di Spalletti, la selezione si dovrà allargare a vari profili, col rischio alla fine di dover pescare anche all’estero dove ad esempio Emery resta un’opzione più concreta rispetto a Marcelino, un altro ex Siviglia accostato ai giallorossi negli ultimi giorni.
Intanto Monchi si è dedicato a chiudere il caso-Dzeko: è bastato un colloquio col bosniaco per chiarire definitivamente i motivi della reazione del bosniaco contro Spalletti. Dzeko se l’è cavata con una multa e un rimprovero e nel derby non perderà il posto. Monchi subito attivo, quindi, anche se la Roma ha dovuto chiedere alla Figc di parificare la sua licenza spagnola da direttore sportivo a quella ottenuta dai colleghi italiani. Entro un paio di giorni la risposta, nel caso (improbabile) di un «no» sarà comunque lui a condurre le trattative, mentre il potere di firma dei contratti resta a Baldissoni e Gandini.
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