
NO CLAUSOLA – L’accordo citato dal Siviglia riguarda le modalità di uscita dalla società andalusa. Il CdA ha vissuto momenti di tensione. Tra i presenti alla riunione il numero uno del Siviglia, Jose Castro, i vicepresidenti Jose Maria del Nido Carrasco e Gabriel Ramos, oltre al d.g. Jose Maria Cruz. Non tutti si sono trovati d’accordo sul concedere il via libera «gratuito» a Monchi, che pure in un’intervista di qualche settimana fa aveva dichiarato: «Non andrò mai via dal Siviglia pagando la clausola». Era un riferimento a un addio che non avrebbe mai dovuto far rima con rottura. Ieri nel CdA qualcuno ha provato a trasformare Monchi in una plusvalenza: 5 milioni «valeva» il suo addio immediato, 2,5 dopo il primo luglio. Monchi ha dribblato e alla fine ha prevalso il no: la Roma non verserà soldi al Siviglia, come da desiderio del club di Trigoria.
ORA IL TECNICO – A Roma Monchi resterà per almeno tre anni, la durata dell’accordo già firmato le scorse settimane. A lui Pallotta non chiederà nulla di diverso da quanto fatto in Spagna: scoprire talenti a pochi euro e abbinare plusvalenze a risultati. Per farlo Monchi avrà carta bianca. Anche sull’eventuale scelta del prossimo allenatore: se Luciano Spalletti si allontana ogni giorno di più dalla panchina giallorossa, crescono invece le quotazioni di Emery e Sampaoli. Profili, evidentemente, graditi a Monchi e vecchi pallini dell’ex d.s. Sabatini. Ma questo non ditelo a Pallotta.










