
L’ultimo capocannoniere a restare a casa fu Hübner nel 2002, ma aveva già festeggiato i 35 anni, poi bisogna tornare all’86 e alle polemiche per la scelta di Bearzot di preferire la gratitudine per Pablito ai gol di Pruzzo. Quest’anno ne resteranno fuori addirittura due: ma se Immobile ha contribuito alla propria esclusione digiunando negli spareggi contro la Svezia, pure Icardi si è visto sbattere la porta in faccia dalla sua Argentina. Certo, l’interista paga la croce messa sulla sua testa da Maradona, che mai gli perdonò l’aver sposato Wanda, ex moglie del collega Lopez, ma il ct Sampaoli — che aveva dubbi persino su Dybala — ha escluso pure il romanista Perotti. Mai come a questo giro pare che le stelline del nostro torneo appaiano oscure agli occhi dei loro selezionatori. Il Brasile ha bocciato il campione d’Italia Alex Sandro e il vice Allan, la Spagna non si è vergognata di fare a meno di signori come Callejon e Suso, a quanto pare indispensabili solo per Napoli e Milan. Fuori anche Morata, che magari avrà più tempo per i gemelli che la sua Alice darà presto alla luce. Colpisce però che il ct Lopetegui preferisca affidare l’attacco spagnolo a Rodrigo e Aspas anziché al centravanti che la Juve cerca di riprendersi a ogni costo per incardinare su di lui il nuovo ciclo.
A essere onesti, non solo in Serie A giocano gli esclusi di lusso: la Francia ha rinunciato ai difensori del City Laporte e Kompany, a due star del Psg come Rabiot e Kurzawa e pure alla punta dell’Arsenal Lacazette. Soprattutto, la Germania ha congedato senza scuse l’eroe del Mondiale 2014 Götze: «Sono triste, ma farò di tutto per tornare», ha risposto lui. Chissà se pure i nostri esclusi la prenderanno così.










