
Qualcuno può dire che nel calcio la giustizia venga applicata per tutti allo stesso modo, che si parli di provvedimenti, di arbitraggi, di barriere o di filtraggi e prefiltraggi? Dedichiamoci al successo di Palermo, almeno non si sconvolgono le transaminasi. Test poco attendibile, dopo le tre sconfitte in rapida successione, stante la debolezza dell’avversario. Dispiace che un pubblico così appassionato, partecipe e sportivo come quello palermitano sia destinato ad assistere a prestazioni tanto mediocri dei propri beniamini, abituati come erano ad ammirare Pastore, Cavani, Dybala e Vasquez. Per loro fortuna, almeno, Zamparini si è dimesso. Un breve inciso. Ritengo che un Presidente abbia titolo per parlare della propria squadra, ma sarebbe opportuno farlo nelle segrete stanze, al fine di non alimentare polemiche delle quali non si avverte alcun bisogno. Vero dottor Pallotta? P.S. Non c’è necessità di essere saggi per affermare una verità storica. La prima volta che la squadra della provincia disputò il campionato cadetto risale all’edizione 1926-27, che all’epoca si chiamava torneo di Prima Divisione. I loro anni di serie B sono 12. È certo.










