
Il nuovo testo proposto dal Governo, però, contiene anche altre novità sostanziali: tutte le opere devono essere realizzate in aree contigue. Quindi, niente spazio a «compensazioni» in altre zone della città. Fine dell’idea di prendere il Flaminio e poi «compensare» altrove. Altra novità: se due società presentano due progetti sullo stesso impianto pubblico (ad esempio, Milan e Inter sul Meazza/SanSiro), sarà la Conferenza di Servizi preliminare a valutare il più conveniente. Altra novità (che potrebbe trovare applicazione nel caso del progetto di Tor di Valle) riguarda la necessità che il progetto definitivo sia accompagnato da «una bozza di convenzione in cui sia previsto che la realizzazione delle opere» pubbliche «precede o è contestuale» ai lavori del nuovo stadio. Inoltre, dovrà essere predisposto anche «un piano economico-finanziario che dia conto della effettiva copertura finanziaria dei costi di realizzazione». Se questa parte trovasse applicazione per Tor di Valle, quindi,difficilmente sarà possibile accettare che ponti e treni siano solo elencati senza che vi siano coperture economiche certe. Fra le novità che potrebbero essere introdotte dalla discussione in Parlamento, vi è la possibilità per la società sportiva di destinare il 20% della superficie dell’intervento alla costruzione di case da riservare agli atleti, tesserati o dipendenti. Insomma, di fatto, alla foresteria.
Infine, vengono chiarite le modalità di svolgimento della Conferenza di Servizi decisoria e il suo valore in termini di variante urbanistica, cioè, di fatto, i due grandi elementi di dubbio che hanno accompagnato i mesi di discussione in Regione e in Comune proprio sul progetto di Tor di Valle. In sostanza, la Conferenza di Servizi decisoria sarà il vero «visto si stampi» su un progetto. Il suo verbale conclusivo avrà valore di «dichiarazione di pubblica utilità anche per gli immobili complementari» e«costituirà verifica di compatibilità ambientale e variante» urbanistica se l’impianto sarà realizzato anche solo in parte su area pubblica. Se fosse su area privata, invece, il verbale conclusivo è «variante» urbanistica ma viene «trasmesso al sindaco che lo sottopone all’approvazione del Consiglio comunale nella prima seduta utile».










