
Secondo Francesco Sanvitto, architetto e animatore del “tavolo” (un 5 Stelle doc: in un locale di sua proprietà Virginia Raggi stabilì un anno fa il suo quartier generale pre-elettorale), «la delibera stabilisce che il proponente può utilizzare i soldi pubblici degli oneri dovuti per la Bucalossi (dal nome della legge che istituisce una serie di oneri concessori, ndr) non solo per realizzare le opere di urbanizzazione a scomputo ma anche per comprare le aree di proprietà degli Armellini su cui sorgeranno le opere di viabilità e che invece avrebbe dovuto cedere gratuitamente all’amministrazione». Soldi pubblici usati dal privato per “espropriare” dei terreni: starebbe qui il danno erariale evidenziato da Sanvitto. Per l’architetto 5 Stelle, poi, c’è un altro problema legato al valore del metro cubo che sarebbe stato sottostimato, favorendo così il proponente. A queste criticità si sommano poi le altre, quelle legate alle opere pubbliche che hanno subito un taglio di 150 milioni di euro. L’effetto sulla viabilità potrebbe essere dirompente. Due giorni fa, durante la riunione delle commissioni urbanistica e mobilità, il Pd segnalava come «difficilmente la Prefettura può soprassedere al fatto che per raggiungere e abbandonare lo stadio esiste un’unica via, l’Ostiense/via del Mare». Un rilievo che potrebbe arrivare in sede di conferenza dei servizi. E mentre il consiglio comunale da domani andrà avanti a tappe forzate per un’approvazione in tre giorni, su tutto il disegno pende il pronunciamento della conferenza regionale dei soprintendenti che deve decidere se confermare il vincolo sulle tribune dell’Ippodromo di Tor di Valle. La partita del nuovo Stadio, insomma, è ancora aperta a ogni scenario.










