
Almeno quattro gare su sei della volata Champions – Genoa, Spal, Chievo e Cagliari – la Roma dovrà giocarsele facendo ricorso a chi ha giocato di meno, inneggiando al dio turnover e sperando che abbia orecchie per ascoltare. Entrare tra le prime quattro è questione vitale. E una conferma l’ha data anche il d.g. Mauro Baldissoni nel corso dell’assemblea degli azionisti a Trigoria: “Nel bilancio che chiuderemo il 30 giugno stabiliremo il nuovo record societario, avremo ricavi per 240 milioni di euro“. Il precedente risaliva al 2016, quando la Roma chiuse con un fatturato di 220,6 milioni. La differenza sta tutta nella semifinale di Champions. “I ricavi delle competizioni europee portano con sé altri ricavi – ancora Baldissoni –. Costi alti vuol dire più competitività e maggiore probabilità di accesso a ricavi più elevati. Le cessioni? Salah chiese di andar via prima della fine del campionato. Ma le plusvalenze sono un fenomeno fisiologico, nessuna società non fa cambi, forse solo il Napoli ha mantenuto tutta la squadra. Siamo in linea con il fair play finanziario, il risanamento economico è quasi completato“. La Roma di fatto non ha più l’esigenza di vendere per forza entro il 30 giugno, tagliola che l’anno scorso portò all’addio di Salah, Ruediger e Paredes.










