
OTTIMISMO – Domani sarà anche una specie di rivincita. La scorsa settimana Dzeko e Mertens si sono affrontati in Bosnia–Belgio a Sarajevo. E ha vinto Mertens, scacciando l’avversario dal Mondiale. Nel grande sabato dell’Olimpico Dzeko deve evitare di essere respinto anche dal ristorante dello scudetto. Il momento personale lo incoraggia: mai in carriera era partito così forte. Nemmeno l’anno scorso, chiuso con 29 gol e il titolo di capocannoniere, era arrivato a 7 gol nelle prime 6 partite giocate.
DIVERSITA’– Ma ci sono altri numeri a confortarne le pretese di primato, rispetto a Mertens che pure è uno dei punti di forza del gioco di Sarri. A parità di gol segnati (7 contro 7) e con un minutaggio simile (521 Dzeko, 546 Mertens), Dzeko ha colpito due legni contro zero e creato un’occasione da rete in più: 12 contro 11. Mertens è più preciso perché segna una volta abbondante ogni tre tiri in porta (37%) ma Dzeko è un ruba palloni più efficace (2,33 a partita contro 1,71) pur commettendo meno falli (0,67 contro 1,43) e arriva alla conclusione in diversi modi: curiosamente anzi ha calciato più volte di sinistro, che non è il suo piede, segnando 3 volte con il mancino, altrettante con il destro e una volta di testa. Mertens invece, con tre rigori a bersaglio, tende a usare soprattutto il destro (6 gol contro 1 di sinistro) e di testa, anche per questioni di statura (1.69), non segna mai.
DIALOGHI – E’ interessante, nello studio dei dati Opta, scoprire i partner preferiti dei due attaccanti per comprenderne meglio lo stile di gioco. Dzeko gioca spesso il pallone su Nainggolan (addirittura 16 passaggi, almeno 7 in più di quelli offerti al secondo compagno che è El Shaarawy) a conferma che non parlava a caso, dopo Roma-Atletico, quando confessò di sentire la nostalgia del numero 4 con la cresta e riceve palloni da Kolarov, che gli ha dato già due assist e comunque lo cerca spesso con il cross da sinistra. Mertens invece dialoga più in orizzontale, servendo molto frequentemente Insigne, mentre in fase di ricezione va molto nella profondità, non a caso ha incassato addirittura 39 passaggi da Insigne. Mertens non prende quasi mai palla da lancio lungo mentre Dzeko, per 13 volte in 6 giornate, è stato cercato e trovato dal portiere, Alisson. Due stili differenti di due centravanti quasi opposti nelle caratteristiche, ma quasi egualmente produttivi ed efficaci. Roma-Napoli e il loro confronto a distanza saranno un altro esame comparato. Lo scorso anno? Dzeko segnò due gol al San Paolo e Mertens due all’Olimpico. Dai che si ricomincia.










