
In Italia, dove è sbarcata nel 2015, è il primo vero dubbio dopo qualche malfunzionamento del 2016. In Francia invece giusto un anno fa erano arrivati a sospenderne l’utilizzo per “anomalie inaccettabili”, secondo il dg della Ligue 1 Didier Quillot, durante Amiens-Psg e Angers-Montpellier. Lì il fornitore del servizio è GoalControl. La Serie A ha Hawk Eye, occhio di falco appunto, servizio che non dipende dagli arbitri. L’unico del Sassuolo a lamentarsi è stato Duncan, assente per infortunio, ma attivissimo su Twitter con un post pubblicato (e poi rimosso) al veleno: “Andiamo avanti con la vergogna rovinando il calcio scegliendo prima chi deve vincere la partita”.
Magari in altri casi non l’avrebbe preso benissimo, il suo vecchio allenatore. Stavolta però Di Francesco aveva sul viso stampato il ghigno di chi l’ha scampata, almeno per qualche ora: “E vero che sarà decisiva la prossima, ma oggi quella che contava era questa contro il Sassuolo. E abbiamo fatto la miglior partita dell’anno”. Ed è vero che a Trigoria ancora nessuno può sciogliere le riserve sull’allenatore, ma lasciando l’Olimpico pure il ds Monchi, visibilmente provato da Plzen in poi, ieri pareva più sereno. Deciderà la partita col Parma con due carte a favore di Di Francesco: le soluzioni alternative convincono tutte molto poco. E esplosione di Zaniolo è un suo merito indiscusso. Ieri, per il diciannovenne, pure il primo gol in Serie A: col cucchiaio, che a Roma evoca suggestioni particolari. “Paragonarmi a Totti è una forzatura”, ha detto timidamente lui, che emozionato com’era non deve aver pensato a quanto quel gol sottolinei ulteriormente il contrappasso interista con la malasorte di Nainggolan, con cui fu scambiato. Pareva un pacco: ieri invece Zaniolo ha scartato il suo.









