
C’ERA UNA VOLTA – Argomento chiuso, storia finita, mentre non è finita la storia di quello che una volta era il derby del Sole e oggi è una sfida talmente delicata per l’ordine pubblico che la trasferta è stata vietata ai residenti in Campania. «Sono sicuro però - ha detto Nainggolan - che sarà una bella partita e piacerà anche a chi è spettatore neutrale». In attesa del responso del campo ovviamente, che spesso ha regalato partite divertenti e incerte fino all’ultimo. Dieci anni fa finì 4-4, c’erano meno spettatori di quelli che ci saranno sabato (soltanto i 27mila abbonati), ma in campo c’erano De Rossi e Hamsik, mentre ad ottobre, ma del 1986, il Napoli vinse a Roma con un gol di Diego Maradona.
BRUTTI RICORDI – Di quel giorno è facile trovare una foto di un bell’abbraccio tra Bruno Conti e Diego, ma è facile trovare anche tanti ricordi che col fair play hanno decisamente poco a che fare: dal gesto dell’ombrello di Bagni allo sputo di Lavezzi a Rosi, fino agli striscioni contro Strootman al San Paolo, tanto per citare alcuni esempi. Tornare ai tempi di Maradona e Conti, oggi, sembra impossibile.
OTTOVOLANTE – Indimenticabile, soprattutto per Pjanic: la Roma di Garcia viaggiava col vento in poppa e liquidò il Napoli con un secco 2-0 grazie a una sua doppietta. La prima rete arrivò con una punizione di destro a giro talmente perfetta che Maradona, come l’Olimpico tutto, si alzò in piedi ad applaudire: «Ho rivisto le immagini le parole del bosniaco ed è stata una soddisfazione enorme». Sua e della Roma, che quella sera ed anche in quel caso era ottobre, mese caro alle sfide tra romanisti e napoletani conquistò l’ottava vittoria di fila in campionato. Praticamente, lo stesso traguardo che vuole raggiungere Sarri sabato sera. Pjanic non c’è più, Maradona non sarà sugli spalti, ma il fascino di Roma-Napoli è lo stesso. Anche senza l’Olimpico vestito a festa. Di Francesco se lo ricorderà, visto che quel giorno di 20 fa allo stadio c’erano quasi 60mila persone.










