
Totti ha ottenuto di avere due soli referenti: il ds spagnolo e il presidente Pallotta. Non altri, come invece gli impose il presidente anni fa. Visionerà giovani calciatori, come vorrebbe Monchi, che l’occhio di Francesco pare volerlo testare. Altre volte si metterà al servizio dell’allenatore-amico, quando magari ci sarà bisogno di far valere il carisma o di mediare con la società che Francesco stesso si troverà a rappresentare. Alla fine, accetterà pure di rappresentare il club, come vorrebbe Pallotta. Darà il benvenuto a Defrel, ingaggiato ieri dopo una trattativa estenuante con il Sassuolo per 20 milioni di euro complessivi: 5 per il prestito, altri 15 per il riscatto obbligatorio tra un anno. «Può giocare da prima punta o a destra come ha già fatto con me – annuncia Di Francesco – ci aiuterà a aumentare la competitività della rosa». Totti invece dovrà trovare il modo di resistere alla tentazione di rimettere gli scarpini: si accontenterà di qualche partita a Padel. E si godrà dalla scrivania la sua maglia incorniciata: per almeno una stagione non la indosserà nessuno, l’unico modo per continuare a venderla con il nome di Totti. Una maglia che a breve finirà nello spazio: l’iniziativa è venuta in mente ai dirigenti della Roma, Totti l’ha accolta con piacere. Ne hanno parlato con Avio Group, azienda di Colleferro ma leader mondiale del settore. La divisa numero 10 sarà spedita in cielo da una base nella Guyana francese, insieme a un satellite a bassa quota per il controllo del territorio, come quelli usati da Google per Maps o per le previsioni meteo. Sarà il decimo lancio di Avio: dieci, come Totti. Una stella tra le stelle.










