
FUTURO – Pallotta, pantaloni blu e polo a maniche corte, si mostra tranquillo e fiducioso. Iniziando dalle cessioni di Rüdiger, Salah e Paredes e dall’addio di Szczesny: «Se vendiamo, come abbiamo fatto, lo facciamo per due ragioni. Primo perché esiste il financial fair play – spiega il presidente della Roma – e secondo per un discorso legato al valore dei calciatori, perché magari pensiamo che con i soldi incassati si possono comprare elementi migliori di chi è partito, anche in prospettiva». In tal senso Pallotta punta sulla figura di Monchi, ds spagnolo al lavoro sulla nuova Roma da qualche mese: «Lui è un grande manager nel suo settore, il migliore, e sta facendo un ottimo lavoro. Abbiamo un piano comune che prevede una lista di giocatori che ci servono per completare la squadra e vedrete che presto arriveranno le novità di cui abbiamo bisogno. Penso che abbiamo già il centrocampo più forte in Italia, anche grazie al rientro di Florenzi che ci darà una mano. La difesa sarà completata e per l’attacco stiamo lavorando (si riferisce alle trattative legate a Nastasic, poi saltata, e Defrel, ndr). Abbiamo già preso il ragazzo turco (Cengiz Ünder, ndr) e credo che avremo una squadra completa alla fine».
STOP – Una squadra che secondo Pallotta avrà ancora in organico Manolas e Nainggolan, i due pezzi pregiati con cui vanno trovati gli accordi rispettivamente per rinnovo contrattuale e adeguamento dell’ingaggio: «Manolas e Nainggolan non si muovono da qui». E’ quello che sperano anche i tifosi giallorossi.










