
LA SICUREZZA – Discorsi futuristici sullo stadio che verrà. Pallotta ha poi affrontato il discorso del sistema di riconoscimento facciale all’ingresso dello stadio come una nuova possibilità da usare come misura di sicurezza paragonandolo al passaporto elettronico da utilizzare ai controlli di sicurezza in aeroporto. Nel nuovo stadio episodi di violenza non dovranno esistere: «Stiamo passando molto tempo nel decidere che tipo di misure di sicurezza ci saranno, che tipo di riconoscimento facciale useremo. Da qui a tre anni, le cose saranno diverse rispetto ad oggi. Chi ha mai assistito ad una partita in Italia? Sapete com’è un derby tra Roma e Lazio? Nel Nord Italia non litigano molto, non è così, ma al Sud… come Napoli, Roma… I problemi di sicurezza sono davvero significativi». Il presidente dimentica che negli ultimi anni incidenti ci sono stati, in misura ridotta, al Nord come al Sud. Pallotta poi ha aggiunto: «Posso fare un esempio: circa un anno e mezzo fa, siamo andati dalla Polizia, mi sono seduto ad un tavolo con il capitano (il Prefetto, n.d.r.) e gli ho chiesto: “Perché non arrestate queste persone?”. Lui mi ha risposto: “Permettimi di farti vedere perché“, e mi ha aperto un dossier pieno di foto di persone che avevano commesso qualcosa ma c’erano soltanto immagini sfocate. Quindi abbiamo chiesto se potevamo portare telecamere ad alta definizione all’interno, e le abbiamo comprate noi, anche se non siamo i proprietari dello stadio Olimpico, per iniziare a vedere chi è che crea problemi». Meno pesante questo riferimento, nella ricerca della sicurezza negli stadi.
PARTITO IL VERBALE – Sono giorni decisivi per l’espletamento delle formalità burocratiche prima dell’inizio dei lavori. Ieri l’assessore alle Politiche del Territorio e della Mobilità della Regione Lazio, Michele Civita, è intervenuto ai microfoni di RDS: «Abbiamo mandato a tutte le amministrazioni che compongono la Conferenza dei Servizi il verbale. Aspettiamo ora da loro entro il 12 (oggi, n.d.r.) delle osservazioni. Se non ci saranno eccezioni il verbale lo trasmettiamo formalmente al Comune di Roma, il quale dovrà poi pubblicarlo perché l’approvazione della Conferenza equivale all’adozione della variante urbanistica che poi successiva- mente dovrà essere pubblicata. Quindi ci sarà ancora un mese di tempo per le osservazioni da parte dei cittadini e poi il Comune dovrà approvarlo in consiglio comunale».










