
L’imprenditore, invece, attende ancora la decisione del gip sulla sua scarcerazione. Dal carcere di Rebibbia, in un interrogatorio di 11 ore davanti alla pm Barbara Zuin, ha raccontato di avere fatto solo un favore a Civita, promettendogli l’assunzione del figlio, «mettendomi nei suoi panni come padre, ma non gli ho dato soldi». Intercettato con un collaboratore qualche mese fa, però, lo aveva descritto come uno dei punti di riferimento per risolvere gli impicci burocratici legati al progetto del Nuovo stadio della Roma a Tor di Valle. «Rivolgiti a Civita che ci risolve tutti i problemi», è il senso della frase pronunciata dall’imprenditore. Su Palozzi, invece, le parole sono state meno lusinghiere: «Mi chiamava continuamente chiedendomi un contributo».
IL VERBALE – Quasi tutto il verbale del costruttore resta secretato: la procura ha depositato solo gli stralci in cui si parla dei due politici. «Palozzi mi ha chiesto con estrema insistenza un aiuto economico. L’ho conosciuto in occasione della vicenda di Ecovillage, in quanto era sindaco del Comune di Marino. Lo avevo sostenuto nella precedente campagna elettorale, almeno 6 anni addietro, erogando in suo favore se non ricordo male 10mila euro. Si trattava di un’erogazione regolare, con delibera e iscrizione in bilancio da parte di una società del gruppo». Parnasi ha anche aggiunto che «nell’ultima campagna elettorale Palozzi mi chiamava continuamente chiedendomi un contributo ed abbiamo concordato il contratto con la Pixie (società riconducibile a Palozzi, ndr) al fine di giustificare la dazione della somma di denaro. Non avevo bisogno di quel contratto. Tuttavia non volevo fare figurare il mio nome accanto a quello di Palozzi perché stavo tentando di costruire un rapporto con i Cinque Stelle. La Pixie ha svolto attività di consulenza». Parlando del rapporto con Civita, invece, Parnasi ha detto di conoscerlo da «circa 20 anni, ha sempre fatto gli interessi dell’amministrazione». L’ex assessore, assistito dall’avvocato Luca Petrucci, è accusato di corruzione. «La conferenza di servizi era già stata chiusa e già c’erano state le elezioni quando con estremo imbarazzo mi ha chiesto di trovare un lavoro per suo figlio», ha aggiunto il costruttore. E ancora: «Non ho mai sostenuto Civita con erogazioni di denaro ma l’ho sostenuto con il voto, a lui dato anche da parte dei miei familiari. Era il nostro punto di riferimento nella conferenza di servizi ed a lui, sia che io che Caporilli e Baldissoni (rispettivamente un collaboratore di Parnasi e il dg della Roma, ndr), ci rivolgevamo per la soluzione di eventuali problemi».









