
Baptista, come vanno le cose? Quando la rivedremo in campo? “Sto tornando proprio adesso in Spagna. Vi dico la verità, continuo ad allenarmi ma ora come ora non penso di tornare a giocare”.
In Spagna non è andata come sperava? “Esatto. Dopo le esperienze con Cruzeiro e Orlando City, ero rientrato in Spagna proprio per trovarmi una nuova squadra in Europa. Ma non è arrivata la giusta opportunità e, più passa il tempo, più mi convinco a intraprendere un nuovo percorso”.
Dentro o fuori dal calcio? “Naturalmente dentro. Il calcio ormai è diventato la mia vita. Sto pensando di smettere di giocare e dedicarmi ad altre cose, ma sempre in questo mondo”.
Torniamo invece al calcio giocato. Doppio partidazo del Real Madrid contro il PSG: se lo aspettava? “Non si può mai dare per morta una squadra come il Real. La rosa dei blancos è fortissima e, nonostante il campionato non esaltante, in Champions è riuscita a mostrare tutta la sua potenza. Credo che, dopo aver eliminato una delle favorite come il PSG, Zidane e i suoi siano i principali candidati per la vittoria finale, insieme a Barcellona e Manchester City”.
Un’altra sua ex squadra, l’Arsenal, domani sarà invece impegnata in Italia contro il Milan… “Non è mai facile affrontare le squadre italiane. L’Arsenal domani troverà un avversario ben messo in campo, con una propria filosofia di gioco e grande attenzione tattica. Sarà una gara avvincente ed equilibrata”.
Anche perché l’Arsenal degli ultimi tempi non sembra poi così invincibile… “Vale lo stesso discorso che ho fatto per il Real. È vero che i Gunners in Premier stanno alternando buoni risultati ad altri meno buoni, ma parliamo pur sempre di un top club europeo, con una rosa di qualità e un grande allenatore”.
A proposito, che ricordo ha di quella stagione vissuta agli ordini di Wenger? “Un ricordo bellissimo. L’esperienza vissuta in Premier, così come quelle con Real e Siviglia nella Liga, mi ha fatto provare emozioni indescrivibili. Dell’Arsenal, in particolare, ricordo strutture di livello, un club solidissimo e tanti campioni”.
Nella “sua” Roma, invece, è arrivato uno che lei conosce benissimo: Monchi… “Grande direttore. Al Siviglia ha fatto un lavoro straordinario. L’ho conosciuto bene, svolge un’attività di scouting impressionante, comprando giocatori a basso prezzo e poi rivendendoli a suon di milioni (fu proprio Monchi a comprare e poi rivendere Baptista, ndr). Non sarà facile ripetersi a Roma, cambiare non lo è mai, ma questa sfida per Monchi non è certo impossibile”.
Chiosa inevitabile sul suo futuro. Pensa che prima o poi la rivedremo al lavoro in Italia? “Magari un giorno, chissà. Alla Roma ho vissuto due anni e mezzo indimenticabili. In giallorosso ho trovato un ambiente fantastico e quell’avventura resterà sempre nel mio cuore. Ancora è presto però per parlare di futuro in Serie A. Prima devo iniziare un nuovo cammino nel calcio. Ho tanta voglia e sono pronto ad imparare e conoscere qualcosa di nuovo e altrettanto speciale”.










