
Cosa succede nella testa di un giocatore in quel caso? «Non sai darti una spiegazione. Ti chiedi: potevo addrizzare i piedi, avrei voluto spostare il palo. Ma in realtà è solo sfortuna, è solo casualità. E più ci ripensi in partita peggio è, anche perché la gara va avanti». La Roma, come ha detto anche Di Francesco «è abbonata ai legni». Rizzitelli se lo spiega così: «Se guardi le statistiche a colpire più pali sono Messi o Ronaldo. Quindi non è un problema di qualità. Capita a chi tira più in porta, lo abbiamo visto anche l’anno scorso con Spalletti. Non è che ci si allena a prendere pali o traverse». Poi però aggiunge: «Mettiamoci pure che il nostro destino (parla da romanista, ndr) è questo. Sul più bello c’è qualcosa che… Se avesse segnato Dzeko con la Lazio sarebbe stata una settimana troppo perfetta».
A proposito di derby: «Il pareggio ci sta, anche se la Roma ha avuto più chance. Paradossalmente era più riposata la Lazio perché un conto è rimontare il Barça, un conto provare a vincere col Salisburgo». Proprio sull’impresa coi catalani dice: «Mi ha ricordato la tentata rimonta col Torino in coppa Italia nel 93. All’andata finì 3-0, poi fuori dallo stadio abbiamo visto 60 mila persone che ci credevano davvero. E ci siamo detti: Se ci credono loro come facciamo a non farlo noi?. È tutta una questione di testa. Con questi tifosi la Roma può arrivare a Kiev». Dove, si spera, la fortuna non tradirà i giallorossi: «Lo spero, per una volta. Anche se il nostro destino dice altro».










